Compianto su Cristo Morto - La Cappella degli Scrovegni
Si tratta di un affresco collocato nella Cappella degli Scrovegni di Padova, nel dipinto si rileva una capacità espressiva all’interno di un contesto paesaggistico che riprende le tradizionali figure presenti nell’iconografia del Compianto, dove la prospettiva assume un certo realismo all’interno di uno spazio tridimensionale. Le tendenze bidimensionali dell’arte bizantina vengono quindi accantonate per fare spazio ad una prospettiva non artificiosa, bensì naturale.
Il cielo azzurro nel quale sono rappresentati gli angeli è separato dalla scena stessa del compianto dai monti sullo sfondo in diagonale.
In primo piano troviamo due figure femminili poste di spalle (posizione abbastanza insolita per quel periodo), la prima inginocchiata di fronte al Cristo, mentre la con un mantello azzurro. Giotto sceglie di porre le Marie in secondo piano quasi nel tentativo di dare una immagine di maggiore discrezione proprio nel momento in cui la Maria Vergine solleva il corpo di Cristo nel tentativo di consolare il figlio.
Il cristo che occupa una parte considerevole dell’intera scena e rappresentato realisticamente con una certa rigidità del corpo, ha un volto dipinto con tendenza gotica, in contrapposizione al corpo che invece presenta già dal busto una certa armonia .
Maria Maddalena, coperta da una veste dal colore chiaro è rappresentata ai piedi di Cristo, posta di profilo, con il corpo in prossimità del busto rilevato per tre quarti e le gambe flesse ed allungate, sorregge delicatamente i piedi di Cristo e piange il deicidio in una posizione che certamente indica una forte innovazione.
I santi, Maria Maddalena sono presentati con l’aureola a differenza della gente comune che assiste alla scena.
Maria di Cleofa e Maria Salomè sono poste in terzo piano, in particolare è da rilevare l’espressività del viso di Maria Salomè che viene rappresentato in tutta la sua drammaticità con il capo parzialmente coperto dal manto. Giovanni Evangelista, posto in quarto piano, rappresentato con un’espressione di dolore, e di sofferenza.
Posteriori a Giovanni evangelista troviamo, nell’ordine, dal centro verso il margine destro della scena, le figure di Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Entrambi raffigurati in posizione composta, in piedi. Giuseppe d’Arimatea è caratterizzato da una folta barba e dalla nuca stempiata, Nicodemo da una barba più contenuta. A sinistra rispetto alla composizione, dove i piani di posa si susseguono progressivamente, troviamo un’altra donna piangente, la sua posizione è eretta e il capo reclinato a destra è sorretto dalle mani giunte, secondo una tipologia posturale diffusa nell’iconografia del Compianto. Alle spalle della donna una piccola folla di fedeli, appena visibile, chiude la scena e allude a un ipotetico corteo
La posizione degli angeli in volo come provenienti dal celo sembra indicare una diposizione ordinata, quasi simmetrica, tuttavia non regolare, vengono raffigurati con i volti turbati, il primo e il secondo con braccia aperte, il terzo con le mani sul volto, poco più a destra altri due angeli allineati, il primo in alto con mani sul volto, il secondo in basso con gli occhi coperti dal manto, a impedire la vista del deicidio.
Data: 1304–1306 circa
Dove si trova: Cappella degli Scrovegni, Padova
Tecnica: Tempera ad affresco


