La Cappella degli Scrovegni
Il ricco banchiere padovano Enrico Scrovegni fece costruire la Cappella privata tra il 1302 ed il 1303, per la decorazione fu chiamato Giotto, il quale si mise all'opera solo nl 1303 concludendo i lavori dopo 850 giornate di lavoro, ne 1305.
L'intento di Scrovegni con la costruzione della Capella aveva un carattere espiatorio, infatti, il ricco banchiere voleva liberale l'anima del padre dalle pene del purgatorio per i peccati che aveva commesso in vita: l'usura.
L'unica ala della cappella è longitudinale e coperta da una volta a botte, la luce naturale illumina l'ambiente penetrando da monofore poste sulla parete.
Per la realizzazione degli affreschi della Cappella degli scrovegni, Giotto, ha utilizzato molto il colore azzurro con tonalità fortemente luminose. I dipinti sono realizzati anche tramite la tecnica dell'encausto (L'encausto o incausto è un'antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio.
I pigmenti vengono mescolati a cera (che ha funzione di legante), mantenuti liquidi dentro un braciere e stesi sul supporto con un pennello o una spatola e poi fissati a caldo con arnesi di metallo chiamati cauteri o cestri: è questo il procedimento che differenzia l'encausto dalla pittura a cera).
Il programma iconografico si caratterizza in "Storie": "Storie di Gioachino"; "Storie di Anna e della Vergine"; "Storie dell'infanzia e della vita pubblica di Cristo"; ed infine le "Storie della Passione", dipinte sopra uno zoccolo a finti marmi contenente le personificazioni a monocromo dei Vizi e delle Virtù.
Sull'arco absidale sono posti l'"Annunciazione" sovrastata dall'"Eterno fra le schiere angeliche", nella parte inferiore la "Visitazione", ed il "Tradimento di Giuda".
L'intero progetto iconografico fu ispirato da un teologo agostiniano, secondo alcuni si trattava di Alberto da Padova.- Cristo non assume la posizione del corpo a serpentina.
Nell'Adorazione dei Magi Giotto ha raffigurato la cometa di Halley che aveva osservato al suo passaggio nel 1301, usandola come modello per la stella di Betlemme. Oggi si sa per certo che la cometa di Halley passò nel 12 a.C. ed è generalmente accettato che la Stella di Betlemme non fosse altro che un eccezionale allineamento fra Giove e Saturno, Giotto non poteva comunque saperlo perché tale allineamento è stato calcolato per la prima volta da Keplero nel 1604. (Wikipedia)


